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Marrobbio a Lampedusa, in nottata colpo al cuore dell’isola

di Luca Siragusa
Marrobbio a Lampedusa - 12 maggio 2017 (Lampedusa Today)

La natura, tanto benevola con l’isola, sa essere altrettanto crudele con gli isolani.
In particolare con i pescatori, indissolubilmente legati al mare, colpiti questa notte da un fenomeno tanto raro quanto devastante: il Marrobbio. Un fulmineo sbalzo di maree che di fatto prosciuga interi tratti di mare per poi ricoprirli con forti ondeggiate. Va da sé che tutto ciò che si trova nei paraggi – imbarcazioni, pontili – viene spazzato via.

È quello che è successo stanotte appunto, nella zona di porto guardacaso più riparata, che va dal Belvedere fino alla Salina (dove si trova il campo sportivo).
Ancora incalcolabili i danni in queste prime frenetiche ore in cui si cerca di fare il possibile per recuperare il recuperabile e trovare la forza di andare avanti per chi, in una manciata di ore, ha perso anni di sacrifici e duro lavoro.
Danneggiate anche imbarcazioni da diporto e una motovedetta dei carabinieri, ma per fortuna non risulta nessun ferito.

Agli uomini di mare che hanno perso tutto – e alle loro famiglie – va la nostra unione, con ogni buon sentimento utile a ritrovare la rotta.

Cos’è il Marrobbio?

Il marrobbio è una repentina, imprevedibile e sensibile variazione del livello del mare. Questo fenomeno può assumere notevoli proporzioni (sono stati registrati movimenti di 150 centimetri) soprattutto in primavera ed in autunno, mentre è raro in estate.
Il tratto di mare interessato dà letteralmente l’impressione di gonfiarsi a dismisura, provocando anche allagamenti, per poi essere immediatamente risucchiato.
È davvero molto raro, a Lampedusa non si verificava da un paio di decenni, e per questo praticamente impossibile da prevedere, anche se le condizioni meteorologiche che lo precedono sono una totale calma piatta e un cielo insolitamente grigio.

Marrobbio a Lampedusa. Gli aggiornamenti

  • «L’impresa “Palombarus”, prescelta dalla Protezione civile, arriverà questa mattina. In una settimana eliminerà i pericoli: recupererà il peschereccio “Iacone” che è, distrutto, sul fondo del porto e le 12 imbarcazioni colate a picco. La stima è ancora approssimativa. I danni del marrobbio supereranno, però, il milione di euro. La Capitaneria di porto di Lampedusa ha aperto il “Registro dei danni a seguito di marrobbio”. Fino ad ieri sera erano state 15 le segnalazioni acquisite. Ma i natanti pesantemente danneggiati – con falle nello scafo ed al motore – dovrebbero essere da 30 a 40. E per ognuna di esse si stima un danno di circa 10 mila euro. Mentre per i pescherecci – sono stati due quelli colati a picco – si stima un danno di 100 mila euro ognuno».
    Articolo di Concetta Rizzo su AgrigentoNotizie.it del 16 maggio.
  • «La giunta comunale ha deliberato la richiesta – alla Regione – di dichiarazione dello stato di emergenza. Ed i funzionari della Protezione civile regionale hanno già redatto il verbale di somma urgenza».
    Articolo di AgrigentoNotizie.it del 15 maggio.
  • «L’Area Marina Protetta supporta le azioni della Capitaneria di Porto e dei diversi soggetti istituzionali e privati impegnati nell’emergenza “marrobbio”, che ha colpito il porto di Lampedusa la notte scorsa: insieme al personale della riserva naturale “Isola di Lampedusa” sono state posizionate le panne assorbenti per il contenimento degli idrocarburi provenienti dai pescherecci affondati, e da oggi sono cominciate le azioni di pulizia dai rifiuti galleggianti accumulati nel porto.
    Continueremo nei prossimi giorni a dare il nostro supporto e la nostra collaborazione nel ripristinare una situazione di normalità».
    Comunicato dell’Area Marina Protetta Isole Pelagie del 13 maggio.
  • «Ho disposto che la Protezione civile regionale intervenga subito a supporto dell’isola. Al sindaco Nicolini è stato chiesto di quantificare i danni e poi dichiareremo lo stato di emergenza». Lo dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che aggiunge: «La Regione può intervenire in due modi: nella collegata alla Finanziaria presenterà un emendamento per finanziare i danni alle strutture pubbliche e poi occorrerà una legge per risarcire i pescatori. Sarà, dunque, presentato un disegno di legge, da far approvare al parlamento siciliano, per i danni ai pescatori».
    Dal Giornale di Sicilia del 12 maggio.
  • «Avevo appena lasciato la mia ragazza e, come ogni sera, prima di tornare a casa sono passato dal porto a controllare il mio peschereccio. Le barche erano molto più alte del solito. Poi all’improvviso, nel giro di un minuto, il mare si è ritirato e il porto si è quasi prosciugato, sono rimasti 40 centimetri d’acqua e molti pescherecci si sono adagiati su un fianco. Nel giro di un paio di minuti la marea è tornata in modo violento, come un’unica onda, travolgendo tutto».
    Testimonianza del pescatore Salvatore Riso per MeridioNews del 12 maggio.

Marrobbio a Lampedusa. Immagini e video del disastro

Fonti: Wikipedia